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Dentosofia: tra scienza e natura

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Dentosofia: tra scienza e natura

Denti storti? Carie ricorrenti? Incisivi sporgenti? Il problema potrebbe essere nella tua mente… è quanto sostengono gli odontoiatri dentosofi, promotori di un approccio insolito e innovativo per la cura della salute orale.

La bocca al centro

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I medici francesi Rodrigue Mathieu e Michel Montaud hanno sviluppato il moderno metodo terapeutico a partire dagli studi effettuati negli anni ’50 dai professori Soulet e Besombes.

La Dentosofia (da dens=dente e sophia=saggezza) si definisce come una terapia basata su un approccio umanistico all’arte dentistica, in grado di mettere in evidenza i legami tra l’equilibrio della bocca, l’equilibrio dell’essere umano e più in generale, l’equilibrio del mondo che ci circonda.

La bocca e i denti assumono quindi un ruolo centrale per la salute dell’intero organismo.

E l’idea che ha originato la Dentosofia si basa proprio sulla presa di coscienza della correlazione tra la salute della bocca, del corpo e della psiche. Osservando l’elemento più visibile, ossia la bocca, è dunque possibile comprendere ciò che non vediamo, la psiche, in modo da stabilire la terapia corretta da seguire. Ciascuna patologia orale diventa quindi espressione di un qualche disordine psicosomatico dell’individuo.

D’altra parte, come sappiamo, una bocca non in equilibrio è in grado di generare essa stessa disturbi come ad esempio mal di schiena, mal di testa, problemi di concentrazione, disturbi del sonno, stress, allergie e dolori articolari.

Leggere i denti

Il cuore della salute dentale secondo i sostenitori della disciplina è costituito da determinate funzioni vitali:

  • Respirazione
  • Suzione
  • Deglutizione
  • Fonazione e masticazione

Una minima alterazione di tali funzioni dovrebbe sfociare in una malocclusione. Ed è proprio qui che entra in gioco la vera e propria terapia, volta a ristabilire l’equilibrio del cavo orale in quelle che sono considerate le tre dimensioni della spazio, ossia altezza, larghezza e profondità… oltre alla simmetria destra-sinistra. A ciascun dente viene inoltre assegnata una corrispondenza precisa, ad esempio:

  • Gli incisivi centrali superiori rappresentano gli archetipi maschile e femminile
  • Gli incisivi laterali l’archetipo madre e padre

Con il cavo orale che viene a sua volta ripartito in due sfere: quella femminile a sinistra e quella maschile a destra.

Leggendo ed interpretando questa “carta geografica” dei denti, gli odontoiatri dentosofi sostengono dunque di riuscire a risalire agli eventi che condizionano la psiche di una persona, conducendola ad avere determinati problemi dentali.

E la terapia?

Le teorie si traducono nell’utilizzo di un ausilio chiamato attivatore plurifunzionale (APF), ossia una sorta di morbido bite originariamente in caucciù e ora prodotto anche in silicone.

Avvolgendo entrambe le arcate dentarie, questi attivatori dovrebbero riequilibrare le funzioni cardine della bocca, risvegliando il potenziale naturale di autoguarigione dell’individuo.

L’utilizzo non è continuativo, basta infatti indossare l’attivatore durante la notte e per un paio d’ore nel corso della giornata, rilassando il corpo che dovrebbe auto-guarirsi… sembra impossibile?

Secondo i dentosofi no, questi sostengono infatti che la dentosofia si differenzia dalle terapie ortodontiche tradizionali proprio grazie alla partecipazione attiva del paziente.

La terapia mediante attivatore si considera adatta a tutte le età e soprattutto per la rieducazione dei bambini a partire dai 3 anni, considerati più ricettivi nei confronti delle terapie rispetto agli adulti in quanto la bocca è ancora in fase di formazione.

Sostenitori contro scettici

Sono molti i professionisti che negli ultimi tempi si sono spinti ad esplorare i confini della dentosofia, cercando di offrire ai propri pazienti metodi alternativi per affrontare diffusi disturbi alla bocca, come carie e denti storti. Tanti altri al contrario se ne tengono alla larga definendo questa pratica “esotica e confondente”. Quali reazioni?

Alcuni pazienti potrebbero esserne affascinati, considerando questa disciplina come innovativa e davvero efficace… gli scettici invece continueranno a ribadire che questi metodi basati sulla psicologia poco hanno a che fare con la medicina e rischiano di far peggiorare le condizioni di salute dei denti…

…e tu, hai mai sentito parlare di questa disciplina? Cosa ne pensi?

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