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Devitalizzazione: nuova vita ai nostri denti!

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Devitalizzazione: nuova vita ai nostri denti!

Quando si sviluppa una carie può essere sufficiente ripulire la zona intaccata… ma spesso non basta, perché i batteri hanno già raggiunto la polpa dentaria che racchiude arterie, vene e terminazioni nervose.

Questa proliferazione porta all’infezione chiamata pulpite, i cui sintomi sono l’ipersensibilità al caldo e al freddo ed un sempre più acuto dolore che spesso si estende a tutto il viso.

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Sarà dunque necessario un trattamento endodontico o canalare (devitalizzazione) di rimozione della polpa dalla corona e dalle radici, che verrà sostituita da materiali in grado di otturare i canali contenuti nelle radici stesse.

L’intero processo richiede tempo e attenzione: anche i più piccoli canali radicolari dopo essere stati adeguatamente disinfettati, devono essere puliti e sagomati attraverso l’impiego di strumenti poco più grandi di un ago.

Solo un canale pulito e disinfettato potrà infatti ospitare l’otturazione a lungo, con ottime probabilità di successo.

La terapia endodontica in 5 mosse

Come detto dunque, un dente danneggiato in profondità dalla carie richiede di essere sottoposto al trattamento endodontico di devitalizzazione, che si compone di 5 fasi fondamentali:

  1. Anestesia locale: il processo potrebbe essere doloroso, è dunque necessario sedare il paziente;
  2. Verifica e isolamento: occorre prima di tutto controllare che il dente non necessiti di una ricostruzione provvisoria. Viene poi isolato con una diga che lo separa dagli altri, evitando il contatto diretto con la saliva;
  3. La terapia: la camera pulpare viene aperta cercando di sacrificare la minor quantità di dente possibile. I canali radicolari vengono sondati in modo da verificarne la lunghezza, pratica essenziale per la riuscita dell’operazione, per poi essere sagomati e detersi in profondità. Per ottenere una completa detersione vengono inoltre effettuati lavaggi con ipoclorito di sodio (amuchina diluita in acqua), ripetuti più volte in caso di infezioni profonde.
  4. Otturazione: vengono utilizzati materiali termoplastici (modellabili con il calore) e cementi, che fungono da collante. Questa miscela va a riempire i canali, sigillando gli spazi ed eliminando le cavità residue.
  5. Ricostruzione: si distingue tra ricostruzione diretta, simile ad un’otturazione, e ricostruzione indiretta che richiede una copertura protesica.

S.O.S dente devitalizzato

Può capitare che un dente devitalizzato ripresenti un problema d’infezione a distanza di mesi o anni. Come mai?

  • Detersione/Otturazione incompleta: le cavità trascurate nelle operazioni di detersione e otturazione sono state colonizzate da batteri che causano infezioni croniche;
  • Il ritorno della carie: una nuova infezione delle radici può essere causata da infiltrazioni nelle vecchie otturazioni o dal sopraggiungere di una carie;
  • Trauma radicolare: un morso deciso o il digrignamento dei denti possono causare nuovi danni alle radici. In questo caso rimedi duraturi sono il ricorso alla protesi o all’estrazione e alla conseguente implantologia.

I primi due casi consentono di recuperare il dente con procedure di pulizia e riposizionamento del materiale di otturazione e rivestimento.

Arrivando alla radice del problema…potrai risolverlo prima e meglio!

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