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Dieta: quanto sei sincero?

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Dieta: quanto sei sincero?

Rispondi sinceramente: come mangi?

Potrai pensare di nutrirti in modo salutare, o almeno meglio rispetto alla maggior parte delle persone, ma probabilmente ti stai solo auto convincendo.

Quando barare non è permesso

Il British Journal of Nutrition ha recentemente pubblicato i risultati di una ricerca condotta da un gruppo di scienziati giapponesi e britannici, con l’obiettivo di scoprire la realtà sulle abitudini alimentari dichiarate dalle persone.

Analizzando le affermazioni dei soggetti coinvolti a proposito della propria dieta, gli scienziati non sono riusciti a trovare riscontri tra le abitudini alimentari dichiarate e il peso in continuo aumento. Ma… sorpresa! Studiando successivamente i campioni di urine forniti dagli intervistati, sono emersi collegamenti effettivi tra la tendenza ad ingrassare e l’alimentazione scorretta.

Nello specifico, tendiamo tutti a enfatizzare gli alimenti sani che consumiamo abitualmente, sottovalutando il cibo grasso o spazzatura che spesso popola le nostre tavole.

Secondo Kentaro Murakami, autore della ricerca e PhD alla Japan’s University of Shiga Prefecture, non è facile comprendere se questa divertente tendenza sia consapevole o meno… tuttavia è generalmente risaputo che ciò che dichiariamo a proposito della nostra dieta è poco affidabile.

Troppo ottimisti

Murakami non è stato tuttavia il primo ad indagare questo diffuso fenomeno, nel 2004 uno studio della Cornell University aveva dimostrato che le persone sono troppo ottimiste nei confronti del proprio ‘stile di vita salutare’… e soprattutto che la forza che mettiamo nelle nostre affermazioni a proposito della dieta è davvero misera.

Un’altra ricerca, condotta dalla Harvard Medical School non ha fatto altro che confermare la nostra debole capacità di giudizio: alla domanda “quante calorie consumi mediamente in un pasto?” appena 1 su 4 tra le persone intervistate ha ammesso di introdurre 500 calorie o più.

Come si spiega questo autoinganno?

L’Università di Stanford ha contribuito con uno studio, in cui emerge che quando si parla di cibo sfoderiamo un’innata e alquanto stramba propensione ad elogiare il nostro comportamento, criticando allo stesso tempo quello di chi abbiamo intorno.

Domandando ad un campione di intervistati di paragonarsi “all’americano medio” secondo 9 criteri differenti, i ricercatori hanno evidenziato la tendenza a considerare se stessi migliori di oltre il 30%.

L’arte dello spuntino

Come possiamo andare oltre questo pregiudizio? Evitare di mangiare meccanicamente al primo languorino potrebbe essere un buon inizio! Tutti noi abbiamo infatti almeno uno snack pronto all’occorrenza per il primo momento di sconforto della giornata.

Sulla scrivania, sul piano della cucina o in bella esposizione nel salotto, sono sempre lì ad aspettarci e stuzzicarci. Anche se siamo particolarmente attenti durante i pasti, riducendo le quantità al minimo, l’aggiunta di qualche snack può mandare tutto all’aria.

Brian Wansink, PhD e direttore del Cornell University’s Food and Brand Lab, raccomanda di nascondere il cibo spazzatura… riponi dunque tutto nella dispensa, in qualche cassetto o in posti difficilmente raggiungibili. Un accorgimento che potrebbe sembrare scontato è quello di mangiare in piatti più piccoli, masticando molto e lentamente; mentre per i momenti di fame acuta un chewing-gum può salvarti dagli spuntini calorici.

Basta dire bugie, nascondi gli spuntini e pensa al benessere… l’estate è dietro l’angolo!

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