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Denti: tra iniziazione e crescita

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Denti: tra iniziazione e crescita

Facendo un salto indietro nel tempo, possiamo scoprire come già nelle popolazioni primitive i denti venissero associati alle tappe simboliche di maturazione individuale.

Esplorando l’Africa

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Gli studi dell’antropologo francese Van Gennep si sono spinti fino ad analizzare la tribù dei bantu, riconosciuta come una delle più importanti civiltà dell’Africa subequatoriale.

A questa tribù ormai estinta, appartenevano riti di iniziazione corrispondenti alla prima e alla seconda dentizione. L’intervallo tra le due dentizioni, che si estende generalmente tra il secondo e il settimo anno di vita, serviva a preparare il bambino al distacco imminente dalla sfera materna.

L’arrivo della seconda dentizione annunciava dunque per i maschi l’ingresso nel “mondo degli uomini” e della vita di gruppo, l’iniziazione alla sessualità e al lavoro.

Nella visione di Van Gennep in definitiva, la seconda dentizione per un bantu corrispondeva ad una vera e propria svolta nella vita di un bambino.

…ma torniamo a noi

Non dobbiamo pensare al legame tra dentizione e ingresso nella società “adulta” come ad una tradizione esclusiva di tribù arcaiche e lontane.

Facendo un parallelo con la nostra civiltà, ci accorgiamo che il distacco dalla madre inteso nel senso di “concepire se stesso” come “altro dalla mamma”, avviene proprio quando spuntano i primi dentini, gli incisivi.

Dal latino caedere, ossia “spezzare, tagliare”, gli incisivi rendono doloroso l’allattamento imponendo quindi il distacco dal seno materno.

Mostrami i denti e ti dirò chi sei

Dalla posizione degli incisivi centrali si possono dedurre determinati aspetti della personalità, strettamente legati all’identità e all’affettività.

Un posizionamento lineare e corretto può indicare il raggiungimento della propria identità attraverso un distacco equilibrato dalla madre, accompagnato da una buona e bilanciata affettività.

Incisivi proclinati in avanti individuano invece un bambino o un adulto simbolicamente propensi a cercare la propria madre, quindi particolarmente legati alla sfera familiare. In un certo senso è come se gli incisivi protèsi in avanti non volessero separare l’individuo dall’ambiente che lo circonda.

Il fenomeno della dentizione si ricollega anche ad un altro evento importante nel processo di crescita di un bambino, come l’inizio della scuola. Il primo anno scolastico cade infatti tra il quinto ed il settimo anno di vita, fase in cui spunta il cosiddetto “molare dei 6 anni”, primo dente permanente ad aggiungersi ai dentini da latte.

La presenza di tutti e quattro i molari dei 6 anni può essere considerata come segno inequivocabile del raggiungimento della maturità scolastica.

A spasso per il mondo

Il concetto di dentizione come fase di passaggio dall’infanzia alla vita adulta emerge anche nelle tradizioni di alcuni gruppi culturali australiani.

Un antico rituale prevede che i partecipanti debbano subire l’estrazione dei denti attraverso l’utilizzo di mazza e scalpello, ricevendo in seguito un nuovo nome da “adulti” ed il permesso di sposarsi. La cerimonia viene accompagnata dal suono di uno strumento particolare, che può essere mostrato solo agli individui iniziati.

Altre usanze meno cruente comportano il rimodellamento dei denti, i quali vengono rifilati per ottenere forme precise.

In giro per il mondo esistono innumerevoli varianti di queste cerimonie particolarmente dolorose, tutte accomunate dal fine ultimo di liberare l’individuo dai legami, in particolare da quello materno.

Il dolore fortifica…e fa crescere

Vista da un altro punto di vista, la liberazione dai legami tipici della gioventù segna l’inizio di un nuovo cammino verso l’affermazione della propria personalità e verso la maturazione.

Questo passaggio molto delicato dal punto di vista psicologico, sembra essere inevitabilmente collegato al dolore fisico portato da alcuni cambiamenti del corpo, come la dentizione appunto. Pare esista ancora infatti, una stretta relazione tra sofferenza fisica, crescita e maturazione.

Ad esempio, ancora oggi si crede che la dentizione provochi la febbre nei bambini quando in realtà, come affermato dal pediatra Kleinschmidt “la crescita si intensifica in seguito ad alterazioni febbrili, dopo le quali si accelera la comparsa dei denti. Non è invece vero il contrario, ossia che la febbre sia una conseguenza dello spuntare dei denti.”

Lo sviluppo della dentatura rappresenta dunque in ogni cultura, una fase simbolica di crescita del bambino…cosa ha rappresentato nella tua esperienza?

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