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Rosetta addio, il pane piace salutare

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Rosetta addio, il pane piace salutare

La relazione tra gli italiani e il pane fresco tradizionale sembrava destinata a durare per sempre…e invece no, le nuove tendenze salutiste sono in grado di cambiare anche le più radicate abitudini alimentari.

Di segale o integrale?

Un po’ per colpa della crisi economica e un po’ per colpa dei nuovi stili di vita, in Italia tendiamo a consumare sempre meno pane, abbandonando le classiche pagnotte per dirigerci verso le proposte più salutiste e ad “alto valore aggiunto”.

A vincere sono ancora una volta i principi dello slow food: riduci le quantità ma non tralasciare la qualità. Per questo nelle panetterie e nei sempre più diffusi “bakery shop” cittadini, ad essere scelti sono pane e grissini integrali, con farine particolari o contenenti cereali e semi oleosi.

Pane di segale, farina di kamut, semi di girasole o semi di lino…gli scaffali delle piccole panetterie sono costretti ad allargarsi a dismisura, mentre il portafoglio si restringe. I filoni lasciano dunque il posto a formati pratici e ridotti, spesso monoporzione e adatti a pasti rapidi, dal costo contenuto.

Corri corri e non sprecare!

La ricerca “Il pane e la pasticceria artigianale prodotti dai panettieri”, condotta da Databank per conto dell’Associazione Italiana Bakery Ingredients (AIBI) conferma l’aria di novità che coinvolge le abitudini degli italiani.

Negli ultimi anni tendiamo ad avere ritmi di vita frenetici, correndo qua e là senza sosta e mangiando spesso fuori casa. La riduzione del potere di acquisto ci porta a ridurre gli sprechi domestici, riempiendo sempre meno i carrelli ma passeggiando sempre più nei reparti bio e nelle aree ortofrutta dei supermarket.

Nel 2010 mangiavamo 100 grammi di pane tradizionale a testa ogni giorno, mentre nel 2014 il consumo ha raggiunto quota 85-89 grammi e si prevede un ulteriore calo del 3% per il 2015.

La ricerca delle proprietà nutrizionali si inserisce in un contesto dominato dall’impazienza, per questo motivo sono in ascesa anche i segmenti del pane surgelato e dei sostituti, che ben si adattano alle nuove esigenze.

Fibre…per tutti i gusti

Basta dunque saper scegliere i prodotti giusti, valutando l’origine delle materie prime e i metodi di lievitazione e cottura.

Secondo i nutrizionisti inoltre nelle tavole dovrebbero esserci sempre più prodotti integrali. Pane e pasta con grano integrale, orzo o farro contengono una varietà maggiore di sostanze nutritive fondamentali per la salute del nostro organismo.

Le fibre in particolare, sono utili a mantenere il benessere di intestino e colon, contrastando spiacevoli disturbi come diarrea e stitichezza cronica. Ma non solo, le fibre idrosolubili contenute nei cereali integrali riducono l’assorbimento dei grassi in fase digestiva, per questo sono molto apprezzate nelle diete dimagranti.

E visto che dei cereali integrali si consuma tutto, compreso l’involucro esterno (la crusca), sarebbe bene scegliere prodotti biologici e di qualità, che forniscano garanzie maggiori sugli agenti chimici impiegati nelle produzioni.

Tra una corsa e l’altra quindi, sappiamo ancora prenderci cura del nostro corpo e della nostra salute…allora sì al pane, ma di qualità!

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