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Trucco permanente: tra estetica e terapia

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Trucco permanente: tra estetica e terapia

Il termine tecnico micropigmentazione indica la disciplina estetica con la quale si introducono pigmenti nella cute per modificare, equilibrare o correggere tratti del viso e del corpo.

Comunemente chiamata trucco permanente, si esegue con aghi specifici che vanno a depositare il colore nello strato dermico superficiale.

Tre sono le tipologie più diffuse:

  • Estetica – modifica e ridefinisce i tratti di labbra, occhi e sopracciglia
  • Correttiva – vengono corrette forme e colori della pelle errati
  • Ricostruttiva – utilizzata anche a livello medico, camuffa disturbi quali vitiligine, alopecia, calvizie e cicatrici post-operatorie.

Le pratiche ricostruttive

Quasi tutti avranno sentito parlare di trucco permanente, ma quando questo si trasforma in una terapia ricostruttiva?

Negli ultimi tempi la micropigmentazione ricostruttiva sta soppiantando le tradizionali tecniche di camouflage, utilizzate in cliniche ed ospedali per ridurre l’impatto di disagi estetici come cicatrici o macchie della pelle.

Nuovissimi pigmenti totalmente innocui vengono iniettati in profondità nella pelle, così da ottenere un risultato duraturo.

Medico e micropigmentista lavorano così fianco a fianco per alleviare i disagi dei pazienti, ma solo se il trattamento si rivela una valida alternativa alle terapie tradizionali. I disturbi che richiedono più di frequente trattamenti di micropigmentazione sono le cicatrici vistose, la vitiligine, il cuoio capelluto affetto da calvizie e le sopracciglia bruciate.

Micropigmentazione versus tatuaggio

Spesso ci chiediamo se micropigmentazione e tatuaggio siano la stessa cosa…la risposta è no, i due processi si differenziano per alcune caratteristiche fondamentali:

  • La micropigmentazione ha una durata di 18-24 mesi, durante i quali il pigmento viene eliminato dalla rigenerazione della cute.
  • Il pigmento, oltre ad essere posizionato nello strato di pelle superiore, ha una composizione chimica diversa rispetto a quello utilizzato per i tatuaggi.
  • Benché la tecnica sia simile, gli strumenti utilizzati sono monouso e quindi non necessitano di sterilizzazione in autoclave come quelli impiegati nei tatuaggi.
  • Il micropigmentista inoltre riceve una preparazione specifica legata alla struttura del volto e della pelle, oltre alle necessarie nozioni igienico-sanitarie.

Attenzioni e rischi

Ovunque ci siano aghi occorre prestare particolare attenzione a dove e come vengono effettuate le operazioni, per evitare di incorrere in spiacevoli controindicazioni.

Specifiche protezioni devono avvolgere gli strumenti, mentre applicatori e pigmenti devono essere rigorosamente sterili e monouso.

I pigmenti spesso risentono dei cambiamenti subiti dalla pelle nel periodo estivo, sbiadendo velocemente. Per questo i trattamenti di trucco permanente sono sconsigliati nei mesi estivi e di esposizione al sole.

In caso di allattamento, gravidanza o assunzione di farmaci particolari è consigliato rimandare gli interventi di micropigmentazione.

Quanto dura? La durata dei trattamenti è soggettiva ma generalmente, ad esclusione delle pratiche ricostruttive, è inferiore ai 18 mesi. Finito questo periodo, il trattamento può essere ripetuto e modificato a seconda dei gusti e delle preferenze…

…hai mai provato? Raccontaci la tua esperienza!

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