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L’Io nasconde… ma il sorriso rivela

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L’Io nasconde… ma il sorriso rivela

Il sorriso rivela le nostre emozioni e agisce sullo stato emotivo di chi lo riceve.

È una fotografia della nostra interiorità, non mente e a volte sottolinea la contraddizione tra quel che diciamo e quel che proviamo evidenziando i sentimenti e le intenzioni di fondo.

Ma perché è così difficile da controllare e, anche se siamo convinti di esserci riusciti, traiamo dal nostro sforzo solo un deludente effetto boomerang?

Specchio dell’anima o traditore?

Il sorriso coinvolge tutto il volto e, quando è sincero, spontaneo, anche gli occhi, le sopracciglia e gli zigomi assumono un aspetto caratteristico, coerente con l’emozione espressa. Al contrario, un sorriso falso, forzato, mette in risalto una disarmonia tra le diverse parti del viso che tradisce un’emozione contrastante.

Il mondo delle emozioni, d’altro canto, è decisamente complesso e comprende una vasta gamma di comportamenti, stati d’animo e modificazioni organiche che coinvolgono sia l’apparato muscolare sia viscerale (una sensazione di nausea, la sudorazione delle mani, il battito cardiaco, etc.) che sfuggono al nostro controllo.

Le espressioni più evidenti dell’emozione riguardano le posture, i gesti e la mimica facciale ed è proprio questa la cartina tornasole dei nostri stati d’animo perché la muscolatura del volto è molto complessa e finemente controllata e ciò determina una molteplicità di espressioni che risulta difficile, se non impossibile, nascondere o simulare. L’apprendimento e l’adeguamento ai codici sociali di riferimento gioca un ruolo determinante nella manifestazione concreta delle emozioni, investendo soprattutto il loro sviluppo, controllo e modulabilità.

Felicità, rabbia, tristezza, ma anche sorpresa, disappunto, stupore, il nostro volto non nasconde nulla e, insieme all’espressione degli occhi, il sorriso – inteso nel senso più ampio di atteggiamento delle labbra – accompagna e racconta i sentimenti che stiamo provando, secondo un codice mimico-espressivo universalmente riconoscibile.

Un linguaggio universale

Il sorriso ha un valore sociale, al di là di situazioni specifiche che possono scatenare la reazione, per cui si sorride o ride da soli, ad esempio ripensando a un episodio che ci ha divertito, leggendo un brano che suscita ilarità, ricevendo un messaggio che ci rende felici – è sempre una risposta relazionale che delinea il clima affettivo ed emotivo dell’interazione o, comunque, ne modula l’andamento regolando il tono della comunicazione. È una delle componenti essenziali del linguaggio non verbale, che permette di stabilire immediatamente un contatto con l’altro, sia nella direzione dell’accettazione che del rifiuto. Sorridendo veicoliamo il nostro sentire profondo, ci riveliamo all’altro, oppure cerchiamo di camuffare una reazione negativa o un sentimento spiacevole.

Chi di noi non ha mai sentito l’esigenza di mascherare un’emozione, magari proprio sfoderando un meraviglioso sorriso di circostanza?

E se nessuno ha rilevato la forzatura…o siamo proprio bravissimi attori, oppure è vero che è comunemente più gradito adeguarsi alle circostanze e far finta di niente, piuttosto che puntualizzare l’incongruenza e scatenare conflitti e tempeste emotive.

E tu, hai un sorriso ‘che parla’ o riesci a sfoderare una perfetta ‘poker face’?

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