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Maria Grazia Cucinotta: fermati, rifletti e sorridi!

A cura di Roberto Rosso
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Maria Grazia Cucinotta: fermati, rifletti e sorridi!

Abbiamo incontrato Maria Grazia Cucinotta, uno dei volti e dei sorrisi più amati del panorama cinematografico italiano e internazionale. Conosciuta per la sua bellezza mediterranea, per la sua semplicità, ma anche per il suo impegno a favore dei Paesi più poveri del Mondo con il Programma Alimentare Mondiale, ci regala in questo incontro il suo punto di vista sul sorriso e la felicità.

Ciao Maria Grazia, il sorriso più bello d’Italia dicono…

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Veramente questo lo dice il mio dentista. Racconta che i suoi pazienti se scoprono che è il mio dentista gli dicono: “voglio i denti perfetti come quelli della Cucinotta!”. Ma io non ci credo, sono convinta di avere dei denti normali.

Anzi non faccio neppure le procedure di sbiancamento perché sono terrorizzata da tutto quello che può alterare ciò che è naturale. Credo che la cura e l’igiene siano la cosa principale.

Che dice il tuo dentista?

È un amico e lo chiamo sempre in situazioni disperate, quando sono nei guai per un problema ai denti lo chiamo e scappo da lui. Per chi fa la nostra vita poi, è logico che la perfezione dei denti e il sorriso siano importanti. Da quando ho imparato poi che dalla masticazione dipende la nostra salute in generale, la postura e la salute della nostra colonna vertebrale, curo ancora di più il sorriso. Curo molto i miei denti, anche perché è proprio vero quello che si dice: è il sorriso la cosa che per prima ti colpisce in una persona.

Però a parte i denti, non credi che il sorriso sia qualcos’altro?

Il sorriso è apertura, è energia positiva che irradia il nostro corpo. E io non solo sorrido ma sono una persona che “la prende a ridere”. La mia filosofia è che, in qualunque situazione, sia meglio ridere che piangere, perché con il sorriso si trasmette uno stato d’animo positivo e, soprattutto, il sorriso è straordinariamente contagioso.

Questo tuo modo di sorridere, così aperto, ha influenzato il tuo lavoro?

Sì, senza dubbio, soprattutto per sdrammatizzare. A volte possono pensare che la prenda troppo alla leggera, ma in realtà il sorriso serve a smorzare e a rendere più piacevoli i momenti pesanti.

E influisce anche sulla bellezza?

Secondo me sì, assolutamente. Io sorrido sempre, anche se dicono che vengono più rughe, e quando sorrido sono piena di “fossette”, perché io rido con tutta la faccia. Chissà se è per questo che le donne spesso non sorridono più.

Maria Grazia, parlando dei bambini e dei tuoi viaggi mi viene in mente l’Africa e il tuo impegno per il terzo mondo. Raccontaci!

L’Africa, l’India, la Cina, il sorriso dei bambini in tutti i posti che ho girato mi ha sempre toccata. Forse ciò che mi ha colpita maggiormente, e mi continua a “cullare”, è il sorriso degli indiani. In India mi sono resa conto di come la filosofia di vita, e la religione stessa, porti ad accettare e a vivere al meglio possibile ciò che l’esistenza può offrire. E se dovessi ricordare i sorrisi più belli, sono quelli dei bambini e delle donne della popolazione indiana.

Tornando invece al tuo mondo, quello della cinematografia e dello spettacolo, c’è qualche sorriso che ricordi in modo particolare?

Nel mio mondo? Non è semplice, nel mio mondo sono rari i sorrisi, non so perché, forse la paura e lo stress per essere sempre esposti fanno sì che gli attori sorridano molto poco fuori dal set. Per questo, forse, non ho incontrato spesso attori molto sorridenti. Ma tra questi, nonostante la grande professionalità, non posso dimenticare il sorriso di Troisi, che riusciva a prendere tutto seriamente ma col sorriso, è una delle cose più piacevoli che mi è rimasta di lui. Massimo si divertiva davvero, lui per primo. Questo è il segreto che rende il sorriso coinvolgente e contagioso. Poi, altre persone davvero sorridenti? Geraldine Chaplin. Lei è la persona che nei miei vent’anni di carriera mi ha sorpreso di più. Perché non ti parlo di un sorriso di cortesia, ma di quelli veri che vengono proprio dall’anima.

Ancora una cosa, un suggerimento per il sorriso dei nostri lettori.

Il mio consiglio è di non lasciarsi vivere dalla società ma di vivere la propria vita. Perché tendiamo a rincorrere regole e modelli che non sono nostri ma imposti dalla società e dai media, questo crea insoddisfazione e si perdono di vista le cose che ci rendono veramente felici, che sono poche e non ci costano nulla. Prima di tutto chi ci è vicino, l’amore e il rapporto con gli altri, il recupero della capacità di divertirsi insieme con nulla. Sono cose che perdiamo di vista troppo facilmente, così gli anni passano correndo e non ce ne accorgiamo.

Un piccolo segreto per uscirne? Per me il segreto è fermarsi ogni tanto. Non solo quando ti accade una disgrazia e sei costretto a fermarti veramente. Dovremmo prenderci sempre almeno mezz’ora al giorno, per guardare dentro e fuori di noi. Non pensando alle cose che non sei riuscito a fare, ma per comprendere quanto c’è di buono nella nostra vita, agli affetti veri. Per arrivare a realizzare che tutto ciò che di materiale ci circonda può sì migliorare la vita, renderla comoda, ma non conduce necessariamente alla felicità.

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