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I benefici dell’osteopatia in odontoiatria

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I benefici dell’osteopatia in odontoiatria

Si dice che questa pratica possa favorire le naturali tendenze del corpo verso la guarigione e il mantenimento di una buona salute… ma cos’è esattamente l’osteopatia?

Si tratta di una disciplina manipolativa che applica l’uso di una gamma di trattamenti fisici e manuali per prevenire e trattare problemi muscolo-scheletrici come dolori alla schiena e al collo, oltre che problemi posturali e viscerali.

L’aspetto che rende questa pratica unica e originale è che essa si applica ad ogni parte del corpo dell’individuo e lo considera nel suo insieme. Non pone al centro il singolo sintomo, ma parte da esso per capire quale “catena lesionale” ha portato a sviluppare determinati problemi.

Come si è evoluta questa disciplina?

L’osteopatia nasce negli Stati Uniti intorno al 1875 grazie alle intuizioni del Dr. Andrew Taylor Still. Riconosciuta a livello internazionale dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), in Italia la pratica osteopatica è in fase di approvazione e attualmente non è riconosciuta come pratica sanitaria autonoma.

Il termine osteopatia ai giorni nostri non rende bene l’idea di ciò che rappresenta e di come agisce la Medicina osteopatica. Oggi infatti con la parola osteopatia si intende “sofferenza dell’osso” (dall’etimologia greca osteon = osso e pathein = sofferenza) richiamando osteopatie metaboliche, post traumatiche, degenerative o infettive.

La medicina osteopatica tuttavia non si indirizza al tessuto osseo nel modo in cui intende la Medicina Classica cioè la clinica ortopedica.

La pratica

L’intervento dell’osteopata è esclusivamente manuale e si compone di due parti: l’esame del paziente ed il trattamento. Nella parte esaminativa l’osteopata attua dei test che valutano la consistenza, il calore, la mobilità e le tensioni presenti nei vari tessuti.

Questi test possono essere statici (cioè quello che viene definito “ascolto palpatorio”) o dinamici (con movimenti più o meno lievi e/o posizioni impresse dall’osteopata). L’osteopata è in grado di recepire con le proprie mani le risposte dei tessuti in termini di elasticità, facilità, o resistenza.

La palpazione osteopatica è lo strumento più raffinato per accedere a quella che secondo gli osteopati rappresenta la “vita interna” del corpo, cioè per esattezza terminologica la “microbilità interna”, concetto fondamentale e peculiare in Osteopatia.

Sulla natura di questa microbilità che si esprime nel nostro corpo, sono stati condotti studi che riguardano il rapporto tra ossa craniche, mascellari e mandibolari e può essere applicato nella clinica odontostomatologica e dei problemi dell’occlusione.

Il trattamento osteopatico è composto di varie tecniche manuali mai aggressive sui tessuti che vengono applicate a partire dall’esito dell’esame osteopatico. È utile sapere che, in osteopatia, non sempre esiste un confine così netto tra esame e trattamento: facilmente l’esame può diventare un trattamento, oppure dal trattamento possono essere capiti aspetti che nell’esame erano passati inosservati.

Osteopatia e salute orale

In campo odontoiatrico la pratica osteopatica può supportare il lavoro di Pedodonzista e Ortodonzista al fine di modificare la funzione in relazione alle correzioni applicate sulla struttura scheletrica.

L’osteopata effettua valutazione e trattamento nel campo dei disordini cranio mandibolari e posturali, combinati spesso con patologie algiche.

La collaborazione di dentista, ortodonzista e osteopata diventa dunque importantissima nella risoluzione di problemi di masticazione e di postura.

Se soffri di frequenti emicranee, mal di schiena o mal di collo, potrebbe trattarsi di un problema legato non solo alla postura che assumi, ma anche alla malocclusione di mandibola e mascella. Fai subito un check-up completo e affidati alle mani esperte del dentista e dell’osteopata: insieme potranno risolvere il tuo problema.

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