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Prodotti di stagione. Fenomeno in estinzione?

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Prodotti di stagione. Fenomeno in estinzione?

I dottori consigliano da sempre di consumare frutta e verdura di stagione, ma come mai in inverno troviamo ancora sui banconi fragole e meloni?

Principale responsabile è la GDO (grande distribuzione organizzata), che incoraggia l’importazione e la coltivazione artificiale nelle serre così da poter soddisfare le richieste dei clienti più esigenti.

La coltivazione artificiale, o coltura protetta, prevede che i prodotti agricoli crescano in serre in cui i fattori ambientali vengono monitorati simulando le condizioni naturali. Ovviamente gli alimenti prodotti in tale contesto alterato perdono gran parte delle qualità nutritive, a discapito del consumatore finale.

Le serre in Italia

In Italia le colture in serra rivestono un importante ruolo economico. Sono diffuse in particolare le coltivazioni di ortaggi come pomodori, patate, peperoni, melanzane, cetrioli e zucchine.

Frutta e verdura fuori stagione nascono in serre con luce artificiale, vengono raccolte acerbe e portate a maturazione in celle frigorifere. E proprio il fatto di non maturare a contatto con la pianta madre, impedisce ai vegetali di incorporare sostanze importanti come le vitamine.

Questo sistema ci impedisce anche di dare la giusta importanza agli alimenti propri di ogni stagione, aumentando il rischio di portare sulle nostre tavole sostanze dannose e inquinanti.

5 motivi per consumare frutta e verdura di stagione

  1. Salvaguardare l’ambiente. Le serre usate per le produzioni fuori stagione sono enormi e quasi sempre riscaldate, consumando una gran quantità di energia e sostanze chimiche, che vanno ad intaccare l’ambiente. Se importati dall’estero invece, i prodotti affrontano spesso lunghissimi viaggi con conseguente spreco di carburante;
  2. Spendere meno. Gli alti costi di queste produzioni ricadono inevitabilmente sulle nostre tasche. I prezzi di frutta e verdura non di stagione sono infatti piuttosto alti e possono incidere sull’economia domestica mensile;
  3. Pianta debole, consumatore debole. Primizie e verdure coltivate in serra richiedono l’integrazione di fertilizzanti a base di nitrati, ottimi per velocizzarne la crescita quanto responsabili dell’indebolimento delle piante. Per contrastare parassiti e malattie sarà quindi necessario utilizzare antiparassitari che spesso rimangono sul prodotto anche dopo la raccolta, fino alle nostre tavole.
  4. Aiutare l’economia. Acquistando prodotti importati da lontano, si vanno a sottrarre risorse ai produttori locali, danneggiando di riflesso l’intera economia nazionale. Puntando sui prodotti di stagione e in particolare sulla filiera corta, si possono sostenere i nostri agricoltori, alimentando la produzione nazionale;
  5. Preferire il sapore. Fuori perfetti e appetitosi, dentro brutti e insipidi. Gran parte dei prodotti fuori stagione ha un aspetto irresistibile, a celare un gusto scarso se non addirittura inesistente.

L’abito non fa il monaco

Nel reparto frutta e verdura del supermercato troveremo quindi sempre più mele scintillanti, melanzane lucide, banane perfette e zucchine senza macchie…spesso siamo convinti che i prodotti più belli sono anche quelli più buoni, ma spesso non è così.

Le colture artificiali permettono un maggior controllo sulla produzione, eliminando le intemperie e gli organismi che naturalmente interagiscono con le piante. I frutti maturano quindi in tempi lunghissimi e vengono trattati con sostanze chimiche che ne migliorano l’aspetto allungandone la conservazione.

I prodotti di stagione d’altro canto, sono portati a completa maturazione grazie alla luce del sole, che li rende ricchissimi di vitamine, sali minerali e fitonutrienti…oltre che più gustosi e naturalmente, più salutari.

…bello o buono, dunque? Di stagione o coltivato in serra? A te la scelta!

 

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