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Inquinamento e carie: il nero che fa male

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Inquinamento e carie: il nero che fa male

Le notizie sui livelli di inquinamento sono ormai all’ordine del giorno…

Ciò che spesso non viene considerato è che lo smog e l’inquinamento dell’aria non influiscono negativamente soltanto sulle vie respiratorie, provocando tosse e infiammazione alla gola, ma incidono anche sull’equilibrio e sulla salute della bocca.

Cosa sta succedendo?

Recentemente è capitato a chiunque di assistere a notizie allarmanti riguardo agli elevatissimi livelli di inquinamento del nord Italia e in particolare di città come Milano e Torino. Già grave, questa condizione è peggiorata a causa dell’anomala assenza di piogge, durata quest’anno più di un mese e mezzo da metà settembre a fine ottobre, facendo sì che l’aria risultasse pesante e a tratti addirittura irrespirabile. In questo stesso periodo in Piemonte episodi di incendi dolosi non hanno fatto altro che aggravare la già precaria condizione dell’aria aumentandone i livelli di tossine e fumo.

La scienza conferma: più smog = più carie

Le carie sono tra le malattie più diffuse al mondo, e ciò è dovuto al fatto che colpiscono indifferentemente ogni genere di persona, sia uomini che donne, dai più grandi ai più piccini. E a influire sulla loro insorgenza, la scienza conferma che non sono soltanto l’alimentazione e la scarsa igiene orale, ma anche la qualità dell’aria.
Dall’India, che è risultato essere il paese più inquinato del mondo togliendo il triste primato alla Cina, arriva in tal proposito uno studio, condotto dal Dottor Praveen dell’Indian Institute of Science Education & Research di Calcutta, che ha preso in considerazione come soggetti di ricerca gli abitanti delle grandi città e gli abitanti delle zone rurali e di campagna. Confrontando la loro situazione la ricerca ha dimostrato che i primi, la cui bocca è più esposta su base quotidiana ad alti livelli di inquinanti, presentano una più elevata predisposizione alla formazione di carie rispetto ai secondi.
Ciò è dovuto all’azione negativa dello smog che altera il ph salivare aumentandone l’acidità: può non sembrare, ma le svariate sostanze presenti nell’aria, come anidride carbonica, acido cloridrico e solforico provenienti dagli scarichi delle auto, fabbriche e caldaie, vanno a dissolversi nella saliva rendendola più acida e di conseguenza più pericolosa per la salute orale.

Una questione anche italiana

Jacopo Gualtieri, odontoiatra lucchese membro dell’EAO (European Association fo Osseointegration), specializzato in implantologia e osteointegrazione, attivo anche all’Ospedale San Raffaele di Milano in qualità di esperto in odontostomatologia, sottolinea che si tratta di un problema anche italiano, che riguarda soprattutto metropoli come Milano, Roma e Torino. In tal proposito commenta che «nonostante gli sforzi fatti per la riduzione dei livelli degli inquinanti nell’aria, le persone che abitano nelle grandi città saranno sempre più esposte ai pericoli che lo smog può causare alla salute orale».

Cosa fare dunque?

Certo, è impossibile per una persona sola fare qualcosa di davvero rilevante per “prevenire” o combattere l’inquinamento globale, tuttavia è possibile prevenire le carie! Una costante e attenta igiene orale è il primo passo.
Ma se provi fastidio, dolore o se i tuoi denti ti sembrano più sensibili del normale, fai attenzione, potrebbe essere un campanello di allarme per la presenza di carie! Dunque corri dal tuo dentista di fiducia, lui provvederà a “disinquinare” la tua bocca e a renderla un ambiente perfettamente pulito e sano.

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