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Diabete: una questione di genere

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Diabete: una questione di genere

Le donne provengono da Venere e gli uomini da Marte, lo dice la mitologia antica. E si può dire che uomini e donne sono due pianeti diversi anche per quel che riguarda la loro predisposizione ad essere colpiti da determinate malattie.

La medicina di genere, ossia quella branca della medicina che studia l’influenza del sesso e del genere sulla fisiologia e sulle patologie umane, sostiene che tra il numero di malattie che colpiscono in modo differente uomini e donne il diabete non è un’eccezione. La SID (Società Italiana di Diabetologia) ha in tal proposito dedicato una ricerca alle differenze di genere nel diabete e nelle sue complicanze, in termini di diagnosi, terapia e prevenzione.

Le donne e il diabete

È infatti emerso da alcuni studi in materia che le donne diabetiche sono sottoposte a maggiori fattori di rischio rispetto agli uomini. Dal congresso della SID, tenutosi a marzo a Riccione, è arrivato forte e chiaro il messaggio che invita i medici ad applicare la terapia in modo attento e aggressivo tanto alle donne quanto agli uomini.
I dati rivelano che in Italia circa il 48% del totale di malati di diabete è composto da donne: per questo motivo, quest’anno, l’International Diabetes Federation ha voluto dedicare la giornata mondiale del diabete alle donne colpite da questa malattia. Sempre dalla SID giunge il monito di Giorgio Sesti, presidente dell’ente, che mette in guardia sia i medici che la pazientela femminile sul fatto che «quasi tutti i rischi legati al diabete nelle donne sono più alti del 30% o anche raddoppiati, ma questo altissimo aumento di rischio non è percepito né dai medici né dalle pazienti».

Solo in Italia infatti sono due milioni le donne che convivono con il diabete, e come dimostra il rapporto ARNO (SID-Cineca) il gender gap del trattamento non le risparmia. Tuttavia la differenza di genere non implica per forza che le donne debbano essere semplici vittime di questa condizione: le donne possono infatti divenire un importante, se non fondamentale, veicolo di informazione e cambiamento già a partire dall’ambito familiare, facendo adottare a tutti i suoi componenti un sano stile di vita, sia a tavola che con l’attività fisica. Per il mese di novembre, in occasione della giornata mondiale del diabete sono previste tante iniziative, messe in campo dalla Società Italiana di Diabetologia e dalla Fondazione Diabete Ricerca onlus, per promuovere la conoscenza del diabete e per fare awareness su sintomi e terapie della malattia.

È dunque doveroso ricordare a tutte le donne, e soprattutto alle mamme che dedicano gran parte del proprio tempo a preoccuparsi della salute dei propri famigliari e bambini, di non trascurare la propria salute: stanchezza, spossatezza e sensazione di disidratazione possono non essere semplicemente conseguenze degli intensi ritmi delle giornate, ma possono anche essere campanelli d’allarme del diabete.

Innovazione tecnologica e medicina

Le terapie e i rimedi per ogni genere di diabete possono essere svariati, dalla dieta all’assunzione di insulina, ma senza un adeguato e scrupoloso controllo potrebbero comunque rivelarsi inutili. Per questo l’Università di Padova, e in particolare un gruppo di ricercatori cui fa capo la Dott.ssa Daniela Bruttomesso, si sta occupando della realizzazione del pancreas artificiale, strumento che potrà risolvere molti dei problemi connessi alla patologia diabetica.

In attesa di questa rivoluzionaria invenzione, che tu sia uomo o donna, se noti sintomi riconducibili al diabete o se già ne soffri, non aspettare: vai dal tuo medico di fiducia per una diagnosi e una terapia, tieni sempre sotto controllo i valori del sangue, ma soprattutto conduci una vita sana!

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