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Parodontite: cos’è e da dove ha origine?

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Parodontite: cos’è e da dove ha origine?

Nell’ultimo periodo avrai sicuramente sentito nominare questa patologia alla tv o sul web, ma di cosa parliamo esattamente?

La parodontite, conosciuta più comunemente come piorrea fino a qualche anno fa, è un’infiammazione di origine infettiva che coinvolge le gengive e i tessuti a sostegno dei denti provocandone l’infiammazione.

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Potrà sembrare banale, ma si tratta di una vera e propria malattia che può restare per lungo tempo asintomatica in quanto deriva dal semplice accumulo di alcuni batteri presenti normalmente nella nostra bocca e soprattutto, nelle sue fasi iniziali non provoca dolore.

I batteri responsabili della piorrea sono diversi da quelli che causano la carie e questa è la ragione per cui coloro che soffrono di parodontite non presentano necessariamente denti gravemente cariati.

La presenza di batteri non è però sufficiente all’insorgenza della malattia. I dentisti parlano in generale di “suscettibilità” per indicare una maggior predisposizione di alcuni individui rispetto ad altri ad ammalare di parodontite: i microbi agiscono senz’altro da innesco per la malattia, ma altri fattori (come ad esempio il fumo, il diabete non curato adeguatamente o lo stress) possono influenzarla e peggiorarne il decorso.

 

Numeri che spaventano

Si muove silenziosa e pochi sono realmente consapevoli dei danni che ne derivano, eppure la parodontite è la sesta patologia più diffusa sul pianeta.

Da alcune ricerche della Società Italiana di Parodontologia e Implantologia emerge che il 15% della popolazione mondiale soffre oggi di parodontite in forma grave e circa il 50% della popolazione sopra i 35 anni rischia di esserne colpito nelle varie forme.

E guardando al nostro Paese la situazione non migliora affatto; in Italia questa patologia affligge il 60% della popolazione, con una percentuale tra il 10 e il 14% di forme avanzate o gravi.

 

Chi affligge?

Esistono diverse tipologie di parodontite, ma le più diffuse sono senza dubbio la parodontite cronica e la parodontite aggressiva.

La parodontite cronica colpisce prevalentemente gli adulti al di sopra dei 30 anni di età e porta ad una perdita lenta e progressiva dei tessuti a supporto dei denti. Si associa generalmente alla presenza di ingenti depositi di placca e tartaro nel cavo orale.

La parodontite aggressiva differisce dalla cronica perché sfocia in una rapida perdita dei tessuti di supporto dei denti, e può coinvolgere anche chi ha una buona igiene orale. Si sviluppa comunemente in pazienti al di sotto dei 30 anni di età, ma non è raro che arrivi ad interessare pazienti più adulti.

 

Quali sintomi?

È fondamentale saper riconoscere in tempo i campanelli d’allarme della parodontite, per correre ai ripari arrestandone la progressione, ecco i principali:

  • alito cattivo
  • sanguinamento prolungato delle gengive quando si spazzolano i denti
  • gonfiore delle gengive
  • aumento della mobilità dei denti
  • spostamento dei denti con apertura di spazi che favoriscono l’accumulo di residui
  • denti che appaiono più lunghi a causa della recessione gengivale
  • dolore che accompagna la masticazione
  • difficoltà nel mordere e masticare cibi solidi

Nella grande maggioranza dei casi la malattia ha una progressione lenta nel tempo e possono dunque volerci molti anni prima che sia in grado di determinare la perdita dei denti, aspetto che facilita la diagnosi precoce. Cosa fare dunque?

Appena noti un sanguinamento sospetto non aspettare, rivolgiti al tuo dentista di fiducia… saprà sicuramente consigliarti e stabilire il giusto percorso di cura. Se vuoi scoprire di più su questa patologia visita il portale www.gengive.org, creato dalla SIdP proprio per informare la popolazione italiana sui danni che la parodontite può causare e su come prevenirla!

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