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Quanti tipi di carie esistono?

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Quanti tipi di carie esistono?

Anche tu pensando alla carie visualizzi un buco nel dente che provoca forte dolore e che ti obbliga a correre il più in fretta possibile dal dentista?

In realtà esistono diverse tipologie di carie che differiscono per la posizione, la profondità dell’infezione, l’evoluzione e la causa scatenante.

La carie è infatti la patologia più diffusa al mondo, si stima che ne sia colpita il 90% della popolazione mondiale. Secondo il Ministero della Salute circa il 22% dei bambini italiani intorno ai 4 anni è affetto da carie, percentuale che sale a circa il 43% all’età di 12 anni.

Ma cos’è la carie? È una malattia infettiva che interessa i tessuti duri del dente e se non trattata, causa nel tempo la distruzione e la conseguente perdita dei denti.

 

Come classifica le carie l’odontoiatra?

Forse il tuo dentista ti avrà parlato di carie di prima classe, seconda classe etc… ma facciamo un po’ di chiarezza: la classificazione utilizzata dagli odontoiatri si basa sulla posizione della carie nel dente.

A seconda che la patologia si sviluppi sulla corona o nella superficie mesiale, distale (ovvero sulla parete che si trova a contatto con il dente precedente o con quello successivo) o cervicale se interessa la parte del dente tra la corona e la radice si distingue tra carie di:

1 classe: sulle superfici masticatorie e linguali
2 classe: sulle superfici prossimali
3 classe: sulle superfici distali dei denti anteriori
4 classe: sulla superficie incisale
5 classe: sul colletto dentale

Per quanto riguarda la profondità invece distinguiamo patologie cariogene:

–          di grado 1, se superficiali

–          di grado 2, se intaccano anche la dentina superficiale o profonda

–          di grado 3, se hanno raggiunto la polpa dentale evolvendo in pulpite. In questo caso non è più sufficiente l’otturazione ma diventa necessario ricorrere alla devitalizzazione del dente

–          di grado 4, se coinvolgono i tessuti parodontali dell’apice radicale

Oltre a queste classificazioni si può distinguere tra carie acuta o carie cronica a seconda che si evolva rapidamente in circa 6 mesi o più lentamente in un paio di anni.

 

Quali altre classificazioni?

La carie si dice secca o arrestata quando si ferma allo smalto e non intacca la dentina. In questo caso alcuni dentisti preferiscono tenerla sotto controllo e non intervenire per non pregiudicare il tessuto sano, altri al contrario ritengono sia meglio bloccarla subito.

La carie può essere recidiva quando si ripropone dopo essere stata trattata in maniera superficiale o non sufficientemente approfondita.

Si dice invece secondaria quando è conseguenza di una nuova lesione cariosa nello stesso dente, in prossimità di un’otturazione preesistente.

 

Alcuni tipi di carie colpiscono fasce particolari della popolazione…

La carie in gravidanza è quella che colpisce la futura mamma ed è causata dagli scompensi ormonali che rendono più densa la saliva e quindi meno efficace nella detersione dei denti. Il rischio di carie in questo periodo aumenta anche per il maggior consumo di cibi ricchi di zuccheri oltre che per l’iperemesi gravidica e il reflusso esofageo tipici dei 9 mesi.

La carie dei denti da latte, detta anche “sindrome da biberon”, colpisce i bimbi di età compresa tra 1 e 3 anni abituati ad assumere dal biberon bevande contenenti zuccheri soprattutto prima della nanna. Durante il sonno infatti la salivazione si riduce e non ha più il potere di detersione che invece possiede quando il bambino è sveglio.

La carie da vapori acidi è quella che colpisce i lavoratori esposti ad ambienti ad elevato tasso di acidità, così come la carie dei lavoratori dello zucchero colpisce le persone che per lavoro si trovano costantemente a contatto con polveri di zuccheri e farine che si depositano sui denti e ne causano l’erosione.

La carie radicolare ad esempio, detta anche carie del cemento o senile, è quella che colpisce i soggetti anziani che più spesso soffrono di recessione gengivale per cui la placca riesce ad intaccare facilmente i colletti dentali esposti e la radice naturale del dente.

In pazienti sottoposti a chemioterapie e soprattutto a radioterapie nelle regioni del collo e della testa, possono insorgere frequentemente patologie cariogene dovute sia alla riduzione delle difese immunitarie sia alla scarsa salivazione e al pH salivare modificato. La carie più frequente in corso di chemioterapia è quella che colpisce il colletto dei denti, ovvero la parte di congiunzione tra il dente e la gengiva.

In tutti questi casi la prevenzione è l’unica arma per conservare denti sani: la corretta igiene orale quotidiana e visite di controllo e pulizie professionali periodiche dal tuo dentista di fiducia sono fondamentali per conservare un sorriso bello e sano!

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