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Come si è evoluto il sorriso nei secoli?

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Come si è evoluto il sorriso nei secoli?

“Mettetevi in posizione, dritti, composti e dite cheese!” espressioni come questa sono ormai entrate a far parte del nostro linguaggio abituale in presenza di una macchina fotografica.

E il semplice sinonimo anglofono di “formaggio” riesce a tirare fuori dalle nostre facce sorrisi perfetti o sgangherati grazie alla pronuncia che porta a chiudere i denti per poi incurvare le labbra.

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Il nostro sorriso viene così immortalato, diventando testimone di un particolare momento o di un periodo della nostra vita.

 

Prugna o formaggio?

Ma se prendiamo in mano le fotografie consumate di nonni e bisnonni, ci accorgiamo che i loro sorrisi erano in qualche modo diversi dai nostri, cosa è cambiato?

Facendo un salto indietro nel tempo, scopriamo che intorno al 1841 in Gran Bretagna, i primi fotografi in studio erano soliti suggerire ai propri soggetti di dire prunes ovvero “prugne” per fare in modo che mantenessero le labbra serrate.

Troppa serietà? In realtà tale usanza era dovuta alla tecnologia fotografica dell’epoca, che per ottenere uno scatto perfetto obbligava i soggetti a stare completamente immobili per alcuni secondi. E in un’epoca in cui mantenere un’espressione austera era sinonimo di serietà e bellezza, il sorriso nelle fotografie era consentito quasi esclusivamente ai bambini.

 

Sorriso per tutti

Bisogna attendere i primi del ‘900 per incontrare George Eastman Kodak, che ha segnato la più grande evoluzione nella storia della fotografia. Fu lui infatti ad introdurre sul mercato americano le prime fotocamere low cost, sponsorizzate da immagini di persone divertite e sorridenti.

Ecco dunque che tutti potevano sentirsi fotografi anche se solo per hobby, imponendo persino alle persone più agiate di abbandonare il classico broncio a favore di ampi sorrisi smaglianti. E non solo, anche le personalità di Hollywood fecero del sorriso perfetto il proprio marchio di fabbrica.

Tutto merito del signor Kodak e della velocità dei suoi otturatori, in grado di catturare più rapidamente i movimenti… oltre che delle sempre più evolute cure dentistiche.

 

Evoluzione

La tendenza a sorridere apertamente tipica degli ultimi decenni è stata inoltre oggetto di un recente studio dell’Università di Berkeley, divulgato dalla MIT Technology Review.

Le ricerche sono partite da un ampio database di annuari digitalizzati dei licei americani, custoditi nelle biblioteche locali.

Eliminando le foto non frontali, i ricercatori si sono concentrati su 37.000 ritratti immortalati dal 1905 ad oggi, raggruppando le immagini per decennio e sovrapponendole per ottenere il volto medio, maschile e femminile, di ciascuna epoca.

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Risultati dello studio. Università di Berkeley

Dall’accostamento delle immagini, tralasciando la divertente evoluzione delle acconciature, è risultata particolarmente evidente la tendenza a mantenere un’espressione seria e austera agli inizi del ‘900, che con il trascorrere dei decenni ha lasciato sempre più spazio alla messa in mostra del sorriso e dei denti.

E il sorriso si è fatto sempre più marcato negli ultimi anni.

Grazie ad un algoritmo pensato per esaminare la curvatura delle labbra sappiamo che oggi siamo più propensi a sorridere apertamente e che le donne tendono ad accentuare il sorriso rispetto agli uomini.

 

E il cheese?

Nel 1943 un giornale statunitense riportò la confessione del Presidente Roosevelt, che era solito utilizzare la parola cheese per venire bene nelle fotografie. Purtroppo questa notizia non è mai stata confermata, ma il primo cheese della storia potrebbe provenire proprio dalla patria della macchina fotografica che ha sdoganato il sorriso per tutti.

Fonte ricerca: http://arxiv.org/abs/1511.02575.

A Century of Portraits: A Visual Historical Record of American High School Yearbooks

Immagine: Università di Berkeley

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