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Quali significati racchiude un bacio?

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Quali significati racchiude un bacio?

Il potere del bacio è ineguagliabile: Biancaneve, principi ranocchi, belle e bestie… all’origine dei risvegli, delle metamorfosi, dei cambiamenti, c’è sempre un bacio.

Labbra che si avvicinano, occhi che si chiudono e cuori che battono all’impazzata, all’unisono, sconvolti e avvolti in un turbinio di emozioni che fermano il tempo e segnano l’inizio di una storia.

Perché una relazione, si sa, comincia dal primo bacio.

È la prova del fuoco dell’innamoramento, ha il valore sacro di un rituale, tanto che sancisce il passaggio da “due individui” a “una coppia”.

Le menti più fredde e razionali con una punta di sarcasmo e sufficienza, lo relegano all’età dell’adolescenza, alle inquietudini dei primi turbamenti amorosi, ma il fascino del bacio non conosce età, come non la conoscono sentimenti ed emozioni.

Ogni bacio ci riporta al primo, a quella sensazione di felicità mista a imbarazzo: le mani tremano, il volto arrossisce, le parole mancano, il respiro si blocca e qualcosa succede. La bocca non è più tramite dei nostri pensieri, ma soffia la nostra anima nell’altro e lo rende speciale, unico, nostro. È un’autentica esperienza di scambio spirituale, ineffabile e indefinibile.

Un bacio si assapora. Perché sia assoluto è importante un alito fresco, fragrante e gradevole.

 

Reazioni chimiche

Come per qualsiasi azione che ci provoca piacere, anche dietro le quinte di un bacio c’è una reazione biochimica, perché mente e corpo non reagiscono mai l’una all’insaputa dell’altro; e viceversa. È chiaro come una tensione fisica si trasformi in tensione psichica e come quella psichica si trasformi in fisica, richiedendo da parte dell’organismo un continuo equilibrio tra le parti, che con secreti ormonali, atteggiamenti somatici, psichici e viscerali tende alla difesa e all’adattamento.

Il bacio trasmette il suo messaggio all’ipofisi, ghiandola endocrina che regola l’attività ormonale dell’organismo.

Ancora prima che le labbra vengano a contatto, il desiderio fa sì che i neuroni si attivino e la loro stimolazione viene rinforzata dalle sensazioni tattili e olfattive che agiscono su alcune cellule neuronali, le dopaminergiche, che secernono un neurotrasmettitore, la dopamina, definita anche “molecola dell’appagamento”.

La dopamina, quindi, stimola l’ipotalamo che “ordina” alle ghiandole surrenali di produrre adrenalina, i cui effetti ci sono ben noti: aumento della pressione sanguigna, della salivazione e della sudorazione, battito cardiaco accelerato, sensazione di agitazione, attivazione e stato di tensione.

Per il nostro organismo, quindi, un bacio è un piccolo agente stressante, ma di natura positiva, che ci fa sentire elettrizzati ed euforici.

Una carica di adrenalina, appunto. In più, durante un bacio vengono stimolate anche la pelle del viso e le mucose della bocca, aree densamente innervate e molto sensibili al tatto, come le più note zone erogene del nostro corpo.

Ogni regione della bocca ha un compito specializzato: le labbra avvertono le differenze di temperatura con la precisione di un grado, la punta della lingua percepisce i dettagli della forma e della consistenza di un oggetto fino alle dimensioni di un millimetro.

 

Esplorazione

La bocca è decisamente un potente mezzo di esplorazione e, non a caso, è il primo tramite che ci lega alla realtà circostante. Nei primi mesi di vita la relazione fondamentale con il mondo esterno è di tipo nutritivo, con la madre; in più è grazie alla bocca che il bambino scopre gli oggetti che lo circondano e inizia a conoscerli e a capire cosa sono.

Freud definisce i primi 18 mesi di vita “fase orale”, in questo stadio la libido, cioè l’energia sessuale del soggetto, si concentra tutta nella bocca. Il bambino trae piacere dall’incorporare ciò che è buono e dallo sputare ciò che non lo è.

Inoltre, da alcuni studi neurofisiologici emerge che le labbra, la lingua e la pelle del contorno labbra impegnano una vasta porzione di corteccia cerebrale, paragonabile solo a quella che corrisponde agli organi sessuali.

Tuttavia è suscettibile di interpretazioni differenti in diversi contesti sociali e culturali. Le diverse culture, infatti, incidono sul modo di esprimere le emozioni, in virtù di regole implicite che permettono di stabilire quando è opportuno disporre di alcuni comportamenti non verbali. Nei paesi europei il bacio è un gesto autonomo, talvolta fine a se stesso, precedente e svincolato da un atto sessuale, è una dichiarazione di attrazione e appartenenza che conferma l’esistenza di una coppia…quante volte, dopo un primo bacio, in ansiosa attesa di un cenno del partner, ci siamo chiesti “ma adesso stiamo insieme o no!?”. Al contrario, negli Stati Uniti il bacio è un gesto erotico a tutti gli effetti, che accompagna e suggella l’atto sessuale. L’importanza del bacio, però, viene percepita istintivamente, a prescindere dai fattori culturali.

È davvero un gesto universalmente condiviso, semplice, spontaneo, vitale… come un respiro.

 

Il bacio nella storia

Segno di concordia, di sottomissione, di rispetto e d’amore, il bacio costituiva, per gli iniziati ai misteri di Cerere, la testimonianza della loro comunione spirituale. San Paolo lo raccomanda in un senso analogo “Salutatevi gli uni gli altri col bacio santo”. Sarà Innocenzo I a sostituire questo rito con una placca di metallo, detta pace, che il celebrante bacia e fa baciare dicendo “pax tecum” (la pace sia con te).

Nell’antica Roma, il bacio sulla bocca stabiliva una sorta di consacrazione di lignaggio per gente dello stesso sangue. Ma il diritto al bacio verso le donne, era riservato ai consanguinei maschi: si accertavano così che le donne non avessero bevuto il vino, a loro severamente vietato.

Ai tempi di Plutarco, invece, si diffuse l’abitudine di baciarsi sulla bocca tra parenti e amici.

Nel Medioevo il costume era regolato dalle rigide condotte feudali: le persone di pari condizione sociale si baciavano sulla testa, sulle guance e anche sulla bocca. Più basso era il rango, più in basso era il posto dove l’inferiore poteva baciare il superiore: a partire dai piedi, man mano che si saliva di rango, si progrediva fino all’orlo del vestito, al ginocchio e quindi alla mano.

Nel XVI secolo il bacio comincia a perdere il suo significato per essere sostituito da regole di saluto più sofisticate e formali, quali inchini e riverenze.

Nel XVII secolo, epoca del Rinascimento, l’anima prevale definitivamente sul corpo, i gesti d’affetto diventano ancora più discreti e distaccati, affinché si mantenga la massima distanza tra i corpi.

Nell’Ottocento vittoriano, passato alla storia soprattutto per l’eccessiva enfasi sulle buone maniere, si prescrive un “galateo dei baci”: non ci si bacia, né sulla bocca, né sulla guancia, per strada o in pubblico; le ragazze non devono mai baciare per prime; una ragazza per bene si lascia baciare sulla fronte da una persona più anziana, ma non ricambia il bacio a meno che non ci sia molta intimità, e così via. Salutarsi tra uomo e donna con un bacio viene rigorosamente proibito e, di conseguenza, si potenzia la componente erotica del bacio sulle labbra, che diventa strumento privilegiato della schermaglia amorosa.

 

La bocca è dunque uno strumento fondamentale per comunicare i nostri sentimenti e come tale deve essere curata e protetta attentamente con le pratiche quotidiane di igiene orale… e grazie ai consigli del dentista di fiducia ovviamente!

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