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Sorriso perfetto… ad ogni età

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Sorriso perfetto… ad ogni età

La saggezza italiana, raccontata dalle canzoni, quando parla di vecchiaia fa i conti con un po’ più di malinconia e di rassegnazione, quella degli anziani che guardano con occhi lucidi un mondo troppo veloce che inesorabilmente li esclude…

Ma chi sono gli anziani oggi? Rincorrono l’eterna giovinezza con lifting e punture… o mostrano con serenità un sorriso alla vita, magari arricchito da rughe ed emozioni?

 

Quanto della loro serenità, della loro salute passa attraverso i denti e il sorriso?

La cura dei denti è importante non solo dal punto di vista estetico, dando un fondamentale rimando psicologico e sociale positivo per l’accettazione di sé e da parte degli altri, ma è importante in quanto consente anche una corretta alimentazione.

Insomma, mangiare bene aiuta ad invecchiare bene, ma solo una buona dentatura ce lo può consentire.

Avere una dentatura sana, composta prevalentemente da denti naturali, significa avere la possibilità di masticare in modo corretto anche cibi “problematici” per le dentiere, come ad esempio frutta e verdure crude, alimenti estremamente importanti e ricchi di fibre che aiutano a prevenire fastidiosi disturbi.

Una recente ricerca americana condotta dal National Institute of Dental Research sostiene che almeno 4 anziani su 10 soffrano di edentulia, la mancanza di denti totale o parziale. Questa condizione può provocare mal di testa, ma anche problemi di cattiva digestione e difficoltà nelle relazioni sociali. Rischi a cui è sottoposto, appunto, oltre il 40% della popolazione con più di 65 anni, ma anche il 4% delle persone tra i 35 e i 64 anni d’età.

 

Quali sono oggi le soluzioni per chi soffre di edentulia?

Il rimedio più diffuso, adottato da oltre due milioni di italiani, è rappresentato dalla classica dentiera. Non va dimenticato però che questo tipo di protesi può risultare instabile, può richiedere l’uso di colle per fissarla e spesso crea arrossamenti e indolenzimento a livello gengivale, oltre a essere fonte di disagio psicologico.

30 anni fa, molte persone dopo i 65 anni non avevano più i denti naturali; oggi, la maggior parte delle persone anziane riesce invece a conservare i propri denti e gli esperti dicono che nel 2019, solo il 20% degli anziani perderà i propri denti.

Oggi per tornare nuovamente a sorridere, ma anche risolvere i problemi dettati da una non corretta masticazione bastano poche ore, grazie alle nuove tecnologie che consentono di effettuare interventi di implantologia a carico immediato, con buoni risultati.

Il fattore funzionale del mantenimento della masticazione si unisce quindi a quello estetico e sociale. In questo senso l’implantologia si è sviluppata a partire dagli anni ‘80 permettendo la sostituzione del singolo dente perso in maniera stabile, senza l’utilizzo di protesi mobili o ponti, con l’obiettivo di non danneggiare i denti sani e non divenire fonte di attrito per il cavo orale.

Se con l’età l’osso che supporta i denti si riassorbe, rendendo difficoltoso il posizionamento dell’impianto, è possibile intervenire con un “trapianto” di osso autologo, cioè prelevato in un’altra zona della bocca, in grado di integrarsi e favorire la ricrescita dell’osso mancante. Inoltre, la ricerca si sta spingendo verso la rigenerazione completa dell’osso mancante a partire da biomateriali, cioè sostanze in grado di riparare la perdita ossea.

 

Un’esigenza che parte dal passato

Estetica, funzione e compatibilità biologica hanno spinto l’uomo fin dall’antichità a utilizzare materiali per la sostituzione dei denti.

Soprattutto per il sorriso, la funzione estetica ha prevalso per mantenere l’integrità del viso e alcuni interventi sui denti anteriori avevano e hanno anche oggi prevalentemente una valenza estetica, ancora più che terapeutica.

E così si possono trovare protesi dentali tra i reperti etruschi, egiziani, maliani, fenici e maya e interventi sui denti rinvenuti dagli archeologi. Oro, argento, legno, osso o conchiglie sono stati i materiali di scelta per la loro capacità di instaurare relazioni favorevoli con l’organismo vivente e per la possibilità che offrivano di essere lavorati per offrire anche un valore estetico e funzionale alla masticazione.

Se i teschi antichi mostrano la perdita dei denti a un’età per quei tempi avanzata di circa 40 anni e solo alcune classi sociali portavano protesi realizzate da abili artigiani, oggi è molto comune la sostituzione dei denti persi a metà della vita con protesi o impianti, tanto che in Italia gli impianti sono un milione duecentomila l’anno.

Se i metalli sono utilizzati in odontoiatria dagli inizi del secolo scorso e il titanio a partire dagli anni ’60… a fine anni ‘90 si sono realizzati nuovi materiali per l’uso biomedico, integrando il lavoro di medici, ingegneri e biologi.

La tendenza attuale dell’implantologia è quella di orientare la ricerca verso materiali e procedure che siano personalizzati sul singolo paziente.

Si parla di terapie individualizzate e personalizzate che possono prevedere ad esempio la realizzazione di impianti in titanio su misura del paziente. Grazie ai primi risultati clinici ottenuti, sarà possibile ipotizzare nuovi scenari in implantologia e nuove prospettive per il futuro.

Vivere meglio e più a lungo si può, dunque, grazie alla ricerca scientifica ma anche e soprattutto grazie a noi stessi, all’importanza che diamo alla prevenzione, alla cura con cui scegliamo il cibo nelle nostre tavole e, perché no, alla nostra capacità di sorridere.

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