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Apparecchio: tanti problemi una soluzione

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Apparecchio: tanti problemi una soluzione

La maggior parte dei bambini e dei ragazzi, di età compresa tra i sei ed i sedici anni è accomunata da uno stesso “incubo”: l’apparecchio ortodontico.

Dolori, fastidi ed impedimenti vari, oltre all’aspetto estetico, sono solo alcuni dei problemi derivanti da questo tipo di terapia che secondo le diverse esigenze, può essere di tre diverse tipologie:

  • Funzionale (rimovibile e mobile);
  • Ortopedico (in alcuni casi particolarmente ingombrante ed invadente);
  • Fisso (il classico, con i ferretti).

È evidente però che l’utilizzo dell’apparecchio ortodontico è della massima importanza, non solo per avere domani un sorriso armonico e smagliante – che sicuramente non guasta mai – ma anche e soprattutto per risolvere importanti disallineamenti dentali, per scongiurare eventuali disturbi alle articolazioni mascellari o addirittura alla postura.

Un allineamento corretto dei denti migliora e facilita l’igiene dentale e riduce quindi il rischio di irritazioni e infezioni gengivali.

 

Persuasione

È dunque compito del genitore, insieme all’ortodontista, far comprendere al bambino i motivi dell’uso dell’apparecchio… cercando di rassicurarlo e farlo andare oltre il “blocco” iniziale dovuto al timore per il dolore e alla vergogna di farsi vedere dai propri amici.

Basterà spiegare con calma che questa piccola e momentanea sofferenza verrà ripagata per tutta la vita, parlando al piccolo di persone o amici che hanno utilizzato senza problemi l’apparecchio e ne hanno tratto notevoli benefici.

Ma non solo, è un dispositivo talmente diffuso tra i ragazzi, che è diventato quasi una moda! Vi sono, infatti, alcuni che fanno a gara per avere gli elastici più colorati, o il cosiddetto “trenino” più lungo e questo è senza dubbio un esempio rassicurante per il bambino

Lo shock estetico tende a permanere per due o tre giorni al massimo e poi come spesso accade, ci si fa l’abitudine.

L’apparecchio può dunque diventerà una parte integrante e significativa dell’immagine corporea che insegnerà ad aver cura di sé, a sopportare le frustrazioni iniziali e a prestare maggiore attenzione all’igiene personale… attraverso il costante monitoraggio di uno specialista che dovrà sollecitare nel nostro bambino sane e importanti capacità di autonomia e di autogestione.

 

Una bocca, tante funzioni

Spesso l’apparecchio viene utilizzato per correggere malocclusioni che interessano le arcate dentarie, coinvolgendo diverse aree e funzionalità del cavo orale.

Il ricorso agli apparecchi fissi può includere dunque una terapia logopedica per la riabilitazione della deglutizione o della comunicazione, che spesso subiscono lievi modificazioni dovute all’adattamento al nuovo dispositivo orale.

La funzione alimentare: nella prima infanzia è la funzione che acquista maggior rilievo. Inizialmente l’alimentazione è esclusivamente liquida e i muscoli coinvolti sono quelli del viso e delle labbra. Con lo svezzamento e la comparsa dei primi dentini, la situazione si modifica completamente non solo dal punto di vista scheletrico, ma soprattutto dal punto di vista muscolare… compare infatti la masticazione che comporta il coinvolgimento attivo dei denti, delle labbra e della lingua.

La funzione comunicativa: alla nascita l’unica forma di linguaggio è il pianto con cui il neonato esprime tutto il suo mondo. Più tardi incomincerà a giocare con la propria voce, e intorno all’anno compariranno le prime parole. Intorno ai 2 anni comincia ad associare due parole per costruire una piccola frase e da questo punto in poi si ha una esplosione del suo vocabolario, che verso i 4 anni gli consentirà di parlare adeguatamente del suo universo e delle sue esperienze.

La respirazione: oltre al rifornimento dell’ossigeno necessario per vivere, questa funzione permette di parlare. Infatti il flusso dell’aria che passa attraverso la laringe fa vibrare le corde vocali permettendo la produzione dei suoni. A seconda della posizione della bocca e della lingua avremo la produzione di diversi suoni che formeranno le parole.

 

Logopedista in azione

L’intervento del logopedista è diretto a correggere quei piccoli problemi che potrebbero ostacolare lo sviluppo del bambino, accompagnando e seguendo spesso anche il lavoro dell’odontoiatra e dell’ortodontista.

Ma quali sono queste disfunzionalità? Una delle difficoltà che si osserva più frequentemente è l’iperprotezione buccale. Con tale espressione si intende una carenza di esperienza e/o di stimolazione a livello della cavità orale, come ad esempio:

  • privilegiare una alimentazione morbida che non richieda una “fatica masticatoria”;
  • limitare eccessivamente l’esplorazione con la bocca di mani o oggetti nei piccoli;
  • prolungare abitudini viziate quali l’uso protratto di ciuccio e/o biberon;
  • succhiare il dito o le coperte;
  • mordicchiare unghie, labbra, matite o altro.

A questo si collega poi l’instaurarsi di una deglutizione deviante o meglio il permanere della deglutizione infantile, che prevede una posizione della lingua bassa (appoggiata al pavimento della bocca) e in avanti (che spinge cioè contro o fra i denti).

Questo comporta una minor efficacia nella masticazione, un peggioramento delle malocclusioni dentarie se presenti, e dal punto di vista articolatorio una produzione non corretta di alcuni suoni della lingua italiana, chiamata dislalia.

Alla deglutizione deviante è spesso associata la respirazione orale, ossia il passaggio dell’aria attraverso la bocca in modo prevalente o esclusivo, il che non fa altro che rinforzare gli schemi precedentemente descritti.

Inoltre, questo tipo di respirazione non consente all’aria di essere “pulita”, in quanto non passando attraverso le ciglia nasali, non viene privata di tutte quelle minuscole particelle e di quei microrganismi (virus e batteri) che sono normalmente presenti nell’aria che sono in grado di provocare infiammazioni alla gola, o malattie dell’apparato respiratorio.

 

Incubo o simbolo dunque? Sebbene l’apparecchio porti con sé conseguenze psicologiche non troppo positive, gli innumerevoli benefici che ne derivano saranno ben visibili nel tempo… soprattutto se accompagnati dall’azione di tutti gli specialisti, uniti dall’obiettivo comune di favorire lo sviluppo armonico del cavo orale e dell’organismo.

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