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Insonnia: quando il sonno è un incubo

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Insonnia: quando il sonno è un incubo

L’insonnia è considerata un disturbo caratterizzato da deficit del sonno sia quantitativo (ossia dormire per un periodo di tempo non sufficiente all’organismo) sia qualitativo (il classico “dormire male”, sentendosi poco riposati al risveglio).

 

Si può manifestare in 3 tipologie:

  • iniziale, quando si fa fatica a prendere sonno rigirandosi per ore nel letto alla ricerca della posizione ottimale o arrivando ad alzarsi e aggirarsi per la casa senza chiudere occhi;
  • intermittente, che si manifesta quando il sonno rimane leggero per tutta la notte, intervallato da risvegli frequenti e brevi;
  • terminale, caratterizzata da risvegli precoci e dalla correlata incapacità di addormentarsi.

Nei casi più comuni, questo disturbo è dovuto a situazioni di stress, depressione o cambi di ambiente, avendo effetti non riconducibili a sonnolenza e ridotte abilità psicomotorie. La forma più grave di insonnia è invece definita cronica e si verifica quando il disturbo dura più di un mese, causando affaticamento muscolare e mentale, fino ad arrivare ad allucinazioni e doppia visione.

 

Tecnologia nemica 

Sempre più frequentemente si tende ad associare l’insonnia all’eccessivo utilizzo di tecnologia, fino ad arrivare alla dipendenza da essa.

Uno studio americano pubblicato dalla National Sleep Foundation ha constatato che il 95% delle persone tra i 13 e i 64 anni, usi un qualche tipo di apparecchio elettronico l’ora prima di andare a dormire.

Inviare messaggi con il proprio smartphone o giocare ai videogiochi vengono considerate come le attività più sconsigliate per chi desidera una nottata di sonno intenso. Infatti non solo le onde elettromagnetiche possono scatenare in alcuni casi vere e proprie allergie, ma anche l’esposizione alla luce artificiale di molti apparecchi elettronici può sopprimere il rilascio nell’organismo di melatonina, l’ormone responsabile delle regolazione dei ritmi sonno-veglia.

L’interazione tramite la tecnologia sembrerebbe quindi essere la nemica numero uno del sonno e dei ritmi circadiani in generale, ossia di quei ritmi biologici che regolano la nostra giornata, influenzando temperatura corporea, stato di veglia, appetito, secrezione di ormoni, oltre ovviamente agli orari del sonno.

 

Parti dall’alimentazione

Questo disturbo è sicuramente fastidioso, ma non inguaribile. Se soffri di questo problema, alcune semplici accortezze anche nel consumo dei cibi potrebbero aiutarti a limitarlo:

  • Assumi alimenti contenenti vitamina B1 come ad esempio uova, carne, cereali e legumi;
  • Integra nella tua dieta alimenti ricchi di magnesio come le mandorle, gli arachidi, le nocciole e le lenticchie;
  • Se non puoi rinunciare allo spuntino notturno, è consigliato mangiare frutta o bere latte caldo. Quest’ultimo può esercitare una leggera azione sedativa sull’organismo, grazie alla presenza del triptofano, un amminoacido essenziale;
  • Evita gli alcolici, che pur dando un senso di sonnolenza appena ingeriti, potrebbero farti svegliare durante la notte, uno volta terminati i loro effetti;
  • Non bere , caffè, ginseng poco prima di coricarsi;
  • Non mangiare prima di dormire alimenti difficili da digerire, come ad esempio frittura o cibi ricchi di grassi.

È importante ricordare che l’insonnia è perlopiù un disturbo psicologico e che non necessita di veri e propri trattamenti medici (salvo eccezioni croniche). Se mantieni uno stile di vita corretto e prendi l’abitudine di andare a letto sempre alla stessa ora, il tuo riposo potrà essere più sereno!

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