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Sport e denti: come proteggerli?

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Sport e denti: come proteggerli?

Lo sport è la pratica più salutare a livello cardiovascolare, muscolare, posturale… ma, soprattutto se praticato a livello non semplicemente amatoriale, espone il fisico ad una serie di rischi che, se ben valutati, consentono di affrontare la pratica agonistica senza impedimenti.

A volte i rischi riguardano apparati non direttamente correlati con l’attività sportiva stessa e vengono di conseguenza trascurati. Ad esempio la protezione della bocca è spesso trascurata dagli atleti, interessati più al raggiungimento del traguardo che alla prevenzione degli “effetti collaterali” indesiderati che si possono manifestare in situazioni estreme.

Ovviamente tutte le patologie traumatiche dento-maxillo-facciali possono e devono essere prevenute, soprattutto per coloro i quali svolgono i cosiddetti “sport di contatto”.

 

Contatti pericolosi

E gli sport potenzialmente pericolosi non sono pochi.

Possiamo citare il basket, la pallamano, le arti marziali, il rugby e il football americano. Ma non solo, pensa anche all’hockey, al motociclismo, allo sci alpino, al pattinaggio, al calcio e al ciclismo… come non preoccuparsi?!

Le caratteristiche di un efficace bite sportivo sono l’adattabilità ad ogni sport, l’ingombro minimo e la stabilità, la possibilità di garantire ottima fonazione e ventilazione, oltre alla caratterizzazione estetica.

La valutazione del rapporto cranio-mandibolare merita inoltre un inciso: in presenza di forti sollecitazioni psico-fisiche, come durante una competizione, ma spesso anche nella nostra stressante quotidianità, è importante che l’occlusione dentale (cioè il contatto che si stabilisce fra le arcate dentarie) sia stabile e ben relazionato alla postura corporea, per evitare la comparsa di disturbi che possano alterare lo stato di salute e la prestazione dello sportivo.

Perciò un altro consiglio per chi pratica sport è quello di provvedere ad una visita presso uno specialista, per sapere se la situazione di ciascuno sia idonea a sostenere intensa attività fisica, magari agonistica, e se sia il caso di correggere le possibili anomalie.

 

Protezione dagli urti

Sono state valutate anche l’efficacia e il comfort di dispositivi paradenti semi-individuali preformati, adattabili alla bocca dell’atleta, che rappresentano un buon compromesso fra costo e beneficio, ben diversi dai presidi “fai da te” di basso costo e di difficile adattamento, che pur non dando una protezione sufficiente sono purtroppo ancora molto diffusi.

Un altro aspetto la cui importanza è sottovalutata è quello relativo alla biochimica della bocca, un ambiente le cui ampie capacità di auto-ripristinare le condizioni ottimali, possono essere superate da stimoli aggressivi interni ed esterni.

 

Bevande dannose

Tra gli sportivi sono sempre più in voga bevande a base di elettroliti e carboidrati, il cui uso sarebbe finalizzato a compensare la disidratazione dell’atleta, associata a perdita di sali minerali, del glicogeno muscolare e della glicemia.

Ma il consumo di bibite acide conduce ad una perdita patologica di sostanza dentale, che risulta significativa anche nei lavoratori che operano con acidi (galvanizzazione, placcature, lavorazione di cristalli, preparazione di bevande alcoliche) e in atleti che possono trovarsi esposti ad ambienti acidi, in particolare i nuotatori.

Non va dimenticato che il potenziale erosivo può manifestarsi anche nei confronti dei restauri metallici presenti nella bocca del paziente.

Visto dunque l’uso e in alcuni casi l’abuso dei cosiddetti sport drink… è necessario porre la massima attenzione agli effetti indesiderati che il loro utilizzo può provocare nel cavo orale.

 

Erosione dentale

L’erosione dentale ha inoltre una patogenesi multifattoriale, che non consente di monitorare tutti i parametri correlabili alla comparsa di tale patologia, vi sono infatti variabili connesse:

• al tipo di bevanda assunta
• al tipo di alimentazione associata
• alla modalità e quantità di assunzione della bibita
• alla presenza di disidratazione del cavo orale durante l’atto sportivo che influenza il flusso salivare, il potere tampone e di diluizione della saliva stessa
• alla presenza di placca batterica

Il basso potenziale erosivo sviluppato da bevande a base di latte, per la presenza di calcio nelle stesse, tende a ridurre l’abbassamento del pH orale ed è generalmente raccomandato. Inoltre gli atleti devono applicare sui denti presidi protettivi come paradenti e bite, la cui presenza in bocca complica ulteriormente l’analisi del rapporto fra bevande acide ed erosione.

 

Attenta analisi

Un’attenta analisi dell’ambiente frequentato dallo sportivo, deve quindi associarsi ad un corretto approccio a queste bibite, spesso proposte a livello commerciale come panacee in grado di garantire una prestazione adeguata alle aspettative dell’atleta.

I Medici dello Sport rimarcano inoltre l’importanza di un’attenta visita e ispezione orale per rilevare segni di abrasione ed erosione (spesso associate) che possano esporre a dolore acuto l’atleta che pratichi sport aerei o d’immersione.

In particolare l’area erosa dello smalto, con esposizione di dentina sensibile, risulta particolarmente aggredibile dalla concentrazione di ossigeno nell’aria respirata dalle bombole da sub, con il rischio di pulpite acuta e cronica che può disturbare l’esercizio in modo anche grave, ma soprattutto rischia di “coprire” altri sintomi e segnali importanti che il sommozzatore deve poter riconoscere come indicatori di una situazione di pericolo per la sua vita.

Risulta pertanto evidente la correlazione tra attività sportiva e controllo odontoiatrico costante, per prevenire o mitigare l’insorgere di disturbi legati all’attività sportiva in esame, ma anche per poter affrontare con serenità e rendimento la performance sportiva.

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